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Gioielli solo belli o anche bene rifugio?

Da alcuni anni, complice la grave crisi economica e finanziaria che si è abbattuta anche sul nostro Paese, il mercato dei metalli preziosi ha registrato una crescita sensazionale. 
Lo confermano i recenti dati elaborati dall'Osservatorio del Monte dei Paschi di Siena, presentati nel rapporto annuale che analizza l'andamento degli investimenti nel settore dei gioielli di lusso. In particolare, il MPS Jewels Index è un indice che riassume l'evoluzione delle aste di gioielli usati, orologi e pietre preziose dei più importanti centri internazionali come Ginevra, Londra, New York ed Hong Kong. Nel primo trimestre del 2013, l'indice registrava un incremento pari al 246% rispetto al 2009 e pari al 28% solo rispetto al 2012.

Sempre più frequentemente, infatti, ci si rivolge al mercato dei metalli preziosi per vendere i propri gioielli, spesso per riuscire a far fronte alle proprie esigenze di liquidità, ma anche per acquistare monili e preziosi per realizzare un investimento non rischioso. 
Due sono essenzialmente le ragioni che spingono ad acquistare gioielli, al di là della pura questione estetica: i gioielli sono considerati un bene rifugio particolarmente sicuro ed il valore del sottostante metallo ha registrato nel lungo periodo consistenti aumenti di valore.

Tradizionalmente l'investimento in oro e pietre preziose è considerata l'opzione più sicura: sia in tempi di crisi che di prosperità, i metalli preziosi mantengono stabile il proprio valore e la loro domanda resta piuttosto sostenuta. Beni rifugio per eccellenza, quindi, i gioielli usati possono rivelarsi un'opportunità di investimento ideale per diversificare il proprio portafoglio di attività.

In particolare, l'oro e l'argento registrano tipicamente un andamento anticiclico rispetto a quello delle altre attività quotate in borsa (azioni, obbligazioni ecc). Ciò rende l'acquisto di gioielli in oro ed argento particolarmente appetibile, che garantisce, anche in periodi di recessione, rendimenti positivi in termini reali, ossia superiori al tasso di inflazione. Soggetti a notevoli oscillazioni nel breve periodo, oro e argento tendono a registrare andamenti rialzisti nel lungo periodo, consentendo di proteggere il valore del proprio capitale. 

Ma oltre alla materia prima, il valore di un gioiello dipende dalla presenza di pietre preziose in esso incastonate. Ed il diamante, pietra preziosa per antonomasia, ha un valore definito dal listino internazionale della Borsa del Diamante (il cosiddetto Rapaport).
Rispetto all'oro e l'argento, i diamanti garantiscono un rendimento minore benchè più stabile nel tempo ed il relativo mercato tende a mantenere performance particolarmente positive anche in periodi di crisi economica. Anche in questo caso, la ragione va ricercata nella capacità del diamante di proteggere il proprio valore, che anzi registra un costante apprezzamento e in una domanda a livello mondiale particolarmente consistente, soprattutto proveniente da Cina, Stati Uniti, India ed Europa. Ed accanto ai diamanti, pietre particolarmente preziose ed apprezzate sono rubini, zaffiri e smeraldi. 

Oltre al metallo ed alle pietre utilizzati, la griffe ed il design contribuiscono ad accrescere il valore del gioiello. Sia in Europa che in Asia, firme come Tiffany, Bulgari, Cartier, Richemont e Chow Tai Fook sono tra i più richiesti. 

Tra le più importanti case d'asta presso le quali è possibile acquistare un gioiello usato quelle che realizzano fatturati maggiori sono, senza dubbio, la Christie's di New York, che nel 2013 ha raggiunto un vendite complessive per 840 milioni di dollari e Sothesby's di Londra, con un fatturato totale di 536 milioni di dollari nello stesso anno. Tra le piazze più prestigiose si collocano, oltre a New York e Londra anche Hong Kong e soprattutto Ginevra che nel mese di maggio 2014 è riuscita a concludere in una sola batttuta d'asta lo straordinario affare di 155 milioni di dollari per un gioiello (Geneva Magnificient Jewels).

Ma se l'acquisto di un gioiello usato può rivelarsi un investimento particolarmente sicuro in termini di protezione del proprio patrimonio, è necessario procedere con cautela. Fondamentale è, ovviamente, saper riconoscere metalli pregiati da possibili contraffazioni. I prodotti in oro ed argento sono, ad esempio, contrassegnati dalle cosiddette punzonature: un esagono che racchiude la cifra corrispondente alla caratura del metallo. Più complesso è invece valutare la purezza di una gemma che richiede generalmente una analisi professionale.